I 10 migliori portieri della Nazionale Italiana

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Introduzione

La nazionale italiana ha legato spesso le sue fortune a difese solide e coriacee, guidate da autentici portieroni - saracinesca. Stilare una classifica dei più forti è impresa ardua, ma indicare in ordine sparso quali sono stati i 10 migliori portieri della Nazionale Italiana appare invece più fattibile.
Magari partendo proprio da quelli che ci hanno consentito di vincere i quattro titoli di campione del mondo, che la nazionale vanta in bacheca.

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Gianpiero Combi

Nel 1934 l'Italia, padrone di casa, vinse la seconda edizione della coppa del mondo di calcio, che allora si chiamava ancora coppa Rimet, battendo in finale per 2 a 1 la Cecoslovacchia.
Una curiosità: alla prima edizione della coppa del mondo, disputata in Uruguay nel 1930, l'Italia non partecipò.
Tra i pali di questa gloriosa nazionale di annata, allenata dal mitico Vittorio Pozzi, vi era l'altrettanto mitico Piero Combi, portiere della Juventus e dunque affiatatissimo con i compagni di reparto Rosetta e Calligaris.
Eppure il suo exploit in azzurro è legato ad un particolare aneddoto: Combi ai mondiali doveva essere il 12mo; ma il titolare Ceresoli, nel corso della preparazione al torneo, si ruppe il braccio per un intervento troppo azzardato. Ed il piemontese Combi si ritrovò così proiettato sulla ribalda mondiale, onorando al meglio la responsabilità piovutagli addosso.
Considerata la lunga esperienza tra le fila bianconere e l'età di 32 anni, Combi indossò anche la fascia di capitano in quell'edizione del mondiale.

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Olivieri, eroe per caso

L'Italia di Vittorio Pozzo concesse il bis quattro anni dopo, vincendo i mondiali di Francia battendo in finale proprio i padroni di casa.
La spedizione azzurra è largamente rimaneggiata rispetto all'edizione precedente, e ancora una volta fu contraddistinta dall'ennesimo infortunio di Ceresoli, che anche questa volta partiva titolare nelle graduatorie di Pozzo. Tra i pali si ritrovò così l'outsider Aldo Olvieri.
Giunto in nazionale dalla Lucchese, anche grazie all'exploit mondiale passò poi tra le fila del Torino. Portiere dotato di grande istinto fu protagonista di un mondiale strepitoso: si ricorda soprattutto la difficile gara degli ottavi di finale contro la Norvegia, dove Olivieri mantenne vive le speranze azzurre più volte con le sue parate, fino al gol vittorioso del bomber Piola nei supplementari.
Durante la cerimonia di premiazione, fu lo stesso capo del governo Mussolini a dare dell'eroe al portierone. Complessivamente Olivieri ha disputato 25 partite con la maglia azzurra.

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Dino Zoff

Ci vollero 44 anni perché l'Italia tornasse a vincere una coppa del mondo. Era l'edizione Espana 1982 e la nazionale, guidata da Enzo Bearzot e costruita attorno al blocco della Juventus di Trapattoni, non cominciò la spedizione nel migliore dei modi. Ma seppe resistere alle critiche e alla fine divenne campione, regalando ai tifosi partite epiche come la vittoria per 3a2 sul brasile, e la strepitosa finale vinta 3a1 contro la Germania Ovest.
Tra i pali vi era l'esperto estremo difensore juventino Dino Zoff, capitano della formazione, uno dei recordman azzurri con le sue 112 presenze.
Proprio Zoff fu uno dei nomi più discussi tra le scelte di Bearzot. Aveva già 40 anni ed i più maligni lo accusavano di cominciare ad accusare i primi segni di miopia, che lo rendevano non proprio invulnerabile sui tiri da lontano.
Zoff con le sue performance seppe mettere a tacere tutti, ed ancora oggi è considerato uno dei portieri simbolo della nazionale italiana.

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Gigi Buffon

Il quarto mondiale vinto dall'Italia, ancora una volta senza partire con i favori del pronostico, è quello disputato in Germania nel 2006.
La nazionale è guidata dal toscano Marcello Lippi, ed ancora una voltavi è uno juventino a difendere i pali della squadra azzurra: Gigi Buffon, all'anagrafe Gianluigi.
28 enne nel 2006, Buffon è tuttora (Settembre 2015) portiere e capitano della nazionale. Sicuro, reattivo e inossidabile, malgrado qualche acciacco alla schiena, è destinato a diventare a tutti gli effetti, l'erede di Zoff per longevità azzurra; del quale ha già polverizzato il record di presenze in nazionale (attualmente sono 150).

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Walter Zenga

Apriamo la rassegna dei portieri che non hanno vinto trofei in maglia azzurra, con Walter Zenga.
L'uomo ragno, visse i massimi fasti della sua carriera con la maglia dell'Inter, per poi giocare la sua ultima stagione da professionista con quella della Sampdoria.
Estremo difensore dell'Italia di Azeglio Vicini, a lui sono legati soprattutto i ricordi agrodolci di Italia '90, in cui l'Italia si classificò terza.
L'eroe delle notti magiche giunse imbattuto fino alla semifinale con l'Argentina; ma qui steccò clamorosamente e una sua papera spalancò la strada del pareggio a Caniggia, causando la conseguente eliminazione ai rigori.
Malgrado questa onta, rimasta a macchiare indelebilmente la sua carriera azzurra, Zenga è stato un portiere fortissimo, protagonista di parate strepitose nelle sue 58 presenze in Nazionale,.

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Francesco Toldo

L'ex portierone di Fiorentina e Inter, attualmente preparatore dei portieri per l'Under 21, ha totalizzato 28 presenze in maglia azzurra tra il 1995 e il 2004.
Le sue performance più significative sono legate ai campionati europei del 2000, organizzati nei Paesi Bassi, in cui l'Italia si piazzò al secondo posto e Toldo venne eletto miglior portiere del torneo.
Ad allenare quella nazionale vi è proprio il portiere campione del mondo nell'82, Dino Zoff; Francesco Toldo rimarrà nella storia per la sua performance in semifinale, contro l'Olanda.
L'Italia rimane in 10 dopo 34 minuti, per l'espulsione di Zambrotta, esponendosi all'assedio dei padroni di casa. La difesa azzurra, con Nesta e Cannavaro è fortissima, ma è proprio Toldo l'ultimo insuperabile baluardo.
Dopo aver parato un rigore a Frank De Boer nel primo tempo, riuscì a neutralizzarne altri due nella lotteria finale dei tiri dal dischetto.
Toldo rimarrà forse come il 12mo azzurro più forte di sempre: chiuso da Angelo Peruzzi nell'immediato dopo Zenga e da Buffon subito dopo; fu proprio l'infortunio di capita Gigi nell'immediata vigilia, a regalagli la chance da titolare agli europei del 2000.

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Angelo Peruzzi

Angelo Peruzzi è stato il portiere che, in nazionale, ha raccolto l'eredità del dopo Zenga. Ha giocato in alcuni tra i principali club italiani (Roma. Juventus, Inter, Lazio) e, nella sua carriera, presenta pure la macchia di una discussa squalifica di un anno per doping ai tempi in cui, giovanissimo, militava nelle fila della Roma.
Il portiere si giustificò sostenendo che era stato un farmaco dimagrante a farlo risultare positivo, ma purtroppo non fu in grado di dimostrarlo e fu costretto a scontare la squalifica; che Peruzzi non avesse un fisico esattamente asciutto, del resto, è un dato di fatto, sebbene ciò non abbia mai condizionato negativamente le sue prestazioni
Eletto miglior portiere del mondo nel 1997 e nel 1998, ha esordio in nazionale nel 1995, ed ha collezionato complessivamente 31 presenze.
Nel suo palmares anche il titolo di campione del mondo nel 2006 con Angelo che, pur non avendo totalizzato neanche una presenza, prese parte alla spedizione come vice di Buffon.

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Ricky Albertosi

Enrico Albertosi all'anagrafe, ma pe tutti Ricky, è un altro dei nomi storici tra i portieri azzurri. Campone d'Europa nel 1968 e vice campione del mondo a Messico '70, fu il portierone della nazionale allenata da Ferruccio Valcareggi: quella della staffetta Mazzola/Rivera, della memorabile semifinale mondiale Italia Germania 4a3, e della disfatta per 4a1 in finale, contro il Brasile di Pelè.
Albertosi, che ebbe una carriera lunghissima, era un guascone plastico, un'autentica sicurezza tra i pali: fu campione d'Italia con il Cagliari nel 1970, e con il Milan nel 1976. Con la maglia azzurra ha collezionato un totale di 34 presenze.

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Giorgio Ghezzi

Giorgio Ghezzi, l'unico a non essere ancora in vita tra i portieri della nostra rassegna, è scomparso nel 1990 all'età di 60 anni. Ha giocato in parecchi club, ma i suoi periodi migliori sono legati alle due squadre milanesi: Inter e Milan. Soprannominato Kamikaze, per via delle sue uscite spericolate e a valanga sui piedi degli attaccanti avversari, ha avuto la sfortuna di giocare in Nazionale in un periodo in cui le cose per gli azzurri non andavano troppo bene. Fu il titolare nella sfortunata spedizione lampo in Svizzera, nel 1954; mentre gli azzurri non si qualificarono neanche per i mondiali del 1958. Ciò non toglie che Ghezzi fu un grande portiere, per una piccola nazionale.

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Gianluca Pagliuca

L'ultimo protagonista della nostra lunga rassegna è Gianluca Pagliuca: portierone della Sampdoria prima, e dell' inter poi, ma anche titolare inamovibile della Nazionale di Arrigo Sacchi, che partecipò ai mondiali USA del 1994, piazzandosi al secondo posto dopo aver perso la finale ai rigori, contro il favoritissimo Brasile. Dopo un inizio stentato, con tanto di espulsione, nelle prime due partite, Pagliuca si rivelò uno degli uomini migliori della spedizione azzurra, parando anche il rigore di Marcio Santos in finale. Il suo score azzurro vanta un totale di 39 presenze complessive.

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