Come superare la paura dell'acqua nuotando

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tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'acqua è uno degli elementi più affini all'uomo. Per nove mesi siamo cullati nel grembo materno immersi nel liquido amniotico. Il nostro stesso organismo è composto per il 70% da acqua, che è garante della corretta funzionalità di tutti i nostri organi vitali. Nasciamo dunque in un ambiente liquido e ne siamo quasi interamente composti eppure, in alcuni casi questo elemento può trasformarsi in un ostacolo difficile da superare. La paura dell'acqua (idrofobia) o del nuoto, è una patologia piuttosto comune che spesso nasce da traumi infantili che vedono come protagonista avverso proprio l'acqua. In questa guida, cercheremo di fornire alcuni elementi per cercare di capire come superare la paura dell'acqua nuotando, senza volerci sostituire ad un valido supporto medico-psicologico.

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Occorrente

  • Braccioli o tavoletta
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La paura più grande è nella maggior parte dei casi legata all'immersione in acque profonde. Cerchiamo quindi di vincere i nostri timori a piccoli passi. Partiamo con il prendere confidenza con l'elemento entrando lentamente e rimanendo sempre vicini alla riva. I nostri piedi devono sempre sentire il fondo in maniera da potersi sempre sentire sicuri. L'ideale sarebbe iniziare questo percorso in una piscina. In questo modo non ci sentiremo mai soli e l'avere la supervisione del personale sarà una garanzia di successo. In questo modo potremmo cominciare a muovere le prime bracciate, senza fretta e senza costrizioni.

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La paura di annegare è certamente molto comune e fonte di forte stress. Per questo motivo è bene imparare a galleggiare in modo corretto. Lasciandoci aiutare da una persona esperta e della quale ci fidiamo, iniziamo ad apprendere la posizione "del morto a galla". Il nome non è rassicurante ma è basilare per vincere la paura di non riuscire a restare a galla. Inoltre è una posizione rilassante e di riposo. In acque aperte questa posizione potrebbe comportare di ritrovarsi a volte ad avere dell'acqua sul viso. Per questo è importante apprendere la giusta respirazione da mantenere e l'autocontrollo per non entrare in panico.

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Quando la confidenza si sarà fatta maggiore potremmo iniziare ad inserire anche i movimenti di braccia e gambe. Potremmo così iniziare a sperimentare il nuoto, magari affrontando qualche metro in stile libero. Le braccia si muoveranno in senso rotatorio mentre le gambe daranno la spinta in avanti. La testa ruoterà seguendo con il viso sempre il braccio in emersione. Questo processo potrà essere portato avanti con costanza e tranquillità, fino a poter affrontare un'intera vasca di una piscina o, perché no, lo splendido mare aperto.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Mantenete sempre una respirazione costante per evitare che il panico porti all'iperventilazione. Assumere in acqua la posizione supina può alleviare lo stress.

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