Come Si Effettua Il "Dai E Vai" A Basket

Tramite: O2O 22/11/2014
Difficoltà: facile
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Introduzione

Nella pallacanestro spesso capitano situazioni in cui la difesa avversaria esercita un altissimo livello di aggressività fino a rendere estremamente difficile il compito dell'attacco avversario di arrivare a canestro. Per cercare di superare le difficoltà create dalla difesa, molto spesso gli attaccanti possono cercare soluzioni alternative, che spingono il gioco ad essere più verticale. Uno di questi movimenti, è il "Dai e vai". In questa guida vediamo come si effettua il "dai e vai" a basket.

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Occorrente
  • Un pallone da basket
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Il "Dai e vai" è un preciso movimento che coinvolge la partecipazione di due giocatori, che però, per avere possibilità di successo, debbono muoversi con grande sincronia. Essendo la pallacanestro un gioco dove le individualità valgono poco se non accompagnate da un grande spirito di gruppo ed affiatamento, per la perfetta riuscita del movimento è necessaria una grande velocità nell'esecuzione dell'azione; infatti questo è il presupposto indispensabile per la ottima conclusione della stessa con un tiro facile, meglio da sotto canestro, in caso contrario si facilita la chiusura della difesa e quindi vedremo fallire l'opportuna che stava per crearsi.

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Il dai e vai in breve prevede che l'attaccante una volta ricevuto il passaggio dal compagno di squadra, ingaggi un "uno contro uno" sul difensore avversario che ne ha preso la marcatura; contemporaneamente il compagno che ha passato la palla taglia (corre più veloce che può) in direzione del canestro, senza commettere fallo sul suo difensore (un tipico fallo in attacco è lo sfondamento o carica). A questo punto l'attaccante con la palla in mano ha almeno 2 soluzioni che può valutare in base ai movimenti ed alla posizione dei compagni e degli avversari: 1 decidere di concludere a canestro personalmente, 2 scaricare di nuovo sul compagno: in questo caso il dai e vai si può dire concluso.

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Naturalmente molto dipende anche dalla bravura della difesa avversaria che non starà ferma a guardare ma potrà anche prevedere lo sviluppo dell'azione e posizionarsi in maniera corretta per impedire la riuscita del movimento appena descritto. Infatti se il difensore avversario si accorgesse di quello che sta per accadere e si ponesse sulla traiettoria del passaggio di ritorno, l'attaccante sarà per forza di cose costretto a tentare la soluzione personale, affondando l'uno contro uno, e che, con grande probabilità, avverrà da una maggiore distanza da canestro con conseguenza di vedere ridotte la possibilità di andare a segno.

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