Come nuotare a Rana

Tramite: O2O 01/09/2016
Difficoltà: facile
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Introduzione

Imparare a nuotare a Rana rappresenta, sicuramente, il cruccio di molti appassionati nuotatori "del tempo libero" e non soltanto. A seguire, andremo a vedere come si fa. La Rana è senz'altro uno degli stili più complicati da praticare, sia per quanto riguarda la respirazione che per la coordinazione braccia-gambe. Inoltre rappresenta uno stile particolarmente faticoso e poco consigliato per chi possiede problematiche a livello delle articolazioni delle ginocchia oppure della zona lombare, dal momento che incide particolarmente proprio su queste zone del corpo. In questa semplice ed esauriente guida vi spiegheremo, pertanto, come nuotare a Rana.

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Occorrente
  • Buona volontà
  • Perseveranza
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Per prima cosa è necessario raggiungere un buon livello di galleggiabilità. Infatti, prima di imparare questa tecnica di nuoto, è fondamentale stare tranquillamente in acqua ed avere delle solide basi almeno per quanto riguarda lo stile libero ed il dorso completo. Successivamente, si può provare con lo stile di nuoto a Rana. Essendo uno stile particolarmente difficile da un punto di vista coordinativo e della respirazione, nonché faticoso, è buona regola essere allenati al punto giusto e non eccedere, in modo tale da non sovraccaricare la regione lombare come vi abbiamo precedentemente riferito.

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Dal punto di vista didattico, è consigliabile imparare ad effettuare immediatamente la gambata. Questa metodologia si può apprendere mediante allenandosi fuori dall'acqua, tenendo sempre in considerazione delle differenze esistenti tra l'interno e l'esterno della piscina. La gambata nello stile Rana è una parte essenziale e necessaria della propulsione in avanti. Saper effettuare un'ottima gambata del punto di vista dell'efficienza, vuol dire avvertire meno fatica. La tecnica più accreditata è quella del "colpo a frusta", in cui viene eseguita una flessione della gamba sulla coscia, posizionando quest'ultima sul bacino. A seguire, si devono posizionare entrambi i talloni verso il gluteo, per poi ruotarli esternamente, mantenendo il piede a "martello". A seguire, è necessario distendere gli arti inferiori, per poi poi riunirli dopo avere effettuato una sorta di cerchio con entrambi. In quest'ultima fase, le punte dei piedi non devono mai essere lasciate a "martello", ma vanno completamente distese.

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Un consiglio che vi diamo è quello di approcciarsi allo stile Rana con l'ausilio della tavoletta, in modo tale da riuscire ad imparare il movimento delle gambe prima di coordinarlo alle braccia.
Quando le gambe sono in fase distensiva, ossia in quella che è definita di "recupero", la testa deve iniziare ad alzarsi, ma soltanto quel tanto che basta al nuotatore per effettuare la fase finale dell'espirazione. Inoltre, il movimento della testa deve essere sufficiente a prepararsi alla fase di inspirazione. Nel frattempo, durante il processo di espirazione, le mani chiudono la fase propulsiva mediante un movimento in dietro, dentro e basso. Inoltre, mentre la testa esce dall'acqua e ci si prepara per l'inspirazione, le mani devono iniziare ad essere spinte in avanti.

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A questo punto, possiamo arrivare alla cosiddetta bracciata. La funzione propulsiva della bracciata a Rana è di poca importanza rispetto alle gambe, dal momento che si esaurisce in una fase non di trazione, contrariamente a quanto avviene per gli altri stili di nuoto. Il recupero avviene completamente sott'acqua. Non esiste una fase di spinta, e tutti quanti i movimenti sono simmetrici. Il principale errore che a volte si può commettere, infatti, è quello di non riuscire a coordinare il movimento delle braccia con quello delle gambe, diminuendo l'efficienza e l'efficacia della nuotata ed incrementando la sensazione di affaticamento. Per rappresentare il gesto tecnico della bracciata, si può immaginare di voler effettuare un disegno di un cuore oppure di un cerchio, per poi entrarci all'interno. Dalla posizione distesa sia di braccia che di gambe, si devono flettere i gomiti lievemente all'infuori fino a che con l'avambraccio si realizza una sorta di angolo da 90 gradi.

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A questo punto, la spiegazione dello stile a Rana è ormai giunto alla fase conclusiva, e la nuotata dovrebbe ormai essere perfetta. Un consiglio, per raggiungere degli ottimi risultati, è quello di allenarsi prestando molta attenzione alla fase della respirazione. In termini pratici, la fase di espirazione è sempre del tipo bocca-naso. Occorre, inoltre, prestare molta importanza alle corrette posizioni delle braccia, delle gambe e la loro coordinazione deve essere impeccabile. È buona regola non dimenticarsi che la nuotata a Rana è la più complicata, faticosa, nonché la più lenta in assoluto, tra tutti quanti gli stili esistenti. Per tutte queste ragioni è opportuno non disperdere eccessive energie, e se non si è perfetti all'inizio, è necessario non disperare e non smettere di allenarsi. Per conclusione, non ci rimane altro da fare che augurarvi una buona nuotata, sperando di esser stati chiari nell'esposizione di questa tecnica di nuoto.

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Consigli
Non dimenticare mai:
  • allenarsi prima fuori dall'acqua: l'efficacia della nuotata a Rana passa in gran parte dalla corretta comprensione dei giusti movimenti!
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