Come fare il nodo del cappuccino

Tramite: O2O 02/09/2016
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il nodo del cappuccino fa parte della categoria dei nodi d'arresto, d'appesantimento e lancio, chiamato anche nodo del frate o nodo cavasangue. Esso viene adoperato soprattutto dai surfisti che lo adoperano come presa per la scotta di recupero del boma. Può servire anche per appesantire l'estremità di una corda, o per evitare che essa fuoriesca da un anello, foro, bolzzello o da una carrucola, o per fare una corda per arrampicata, o semplicemente avere una funzione decorativa. In marineria questo nodo d'arresto viene impiegato nelle manovre correnti (scotte, drizze, ecc.) e a scopo decorativo su cime particolarmente in vista. Deve il suo nome ai frati cappuccini che lo adoperavano al fine di tenere ben teso il cordone del saio.

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Occorrente

  • Corda
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Per prima cosa si deve formare un nodo semplice: unite l'indice e il medio che vi serviranno per avvolgerci intorno la cima. Questa è la giusta misura, a meno che non abbiate cime di grandi diametri. Portate ora il corrente della cima sulla punta delle due dita unite, quindi all'ingiù dietro di esse e poi ancora in avanti, incrociando la cima della corda.

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Adesso procedete incrociando il corrente sul dormiente facendolo passare attorno alle dita. Fate il secondo giro parallelo al primo. Adesso, allo stesso modo, procedete eseguendone un terzo. Eseguite ancora il quarto giro, e poi decidete voi se aggiungerne altri per avere un nodo maggiormente voluminoso.

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A questo punto, portate il corrente in avanti e, sfilando le dita, spingetelo nel foro che si è creato all'interno della cima attorcigliata. Fate spuntare, spingendolo nel foro, il corrente all'estremità opposta al dormiente. Stringete ora i giri della cima tirando con forza entrambi i capi della cima con uno strattone deciso, facendo attenzione che rimangano paralleli tra di loro così da rendere visibili solo gli anelli attorno al cavo.
Per terminare il nodo, eliminate anche del tutto il foro che si era creato nell'incrocio tra il dormiente e corrente, stringendolo per bene. A questo punto il nodo sarà pronto. È difficile dargli una forma regolare, il segreto sta nel tenere non troppo larghe le volte mentre lo attorcigliate intorno. Alla fine saranno visibili solo gli "anelli" attorno al cavo. Pregi: Questo nodo si stringe molto ma, pur essendo difficoltoso da sciogliere, e non indebolisce il cavo. Difetti: Il suo utilizzo è sconsigliato in quanto è difficile da sciogliersi soprattutto quando la cima è bagnata ed inoltre logora il cavo. Curiosità: è un nodo che, con un po' di allenamento, si può fare con una mano sola e magari insegnarlo a chi vogliamo sempre seguendo i consigli presenti nella guida utilizzata da noi per imparare a realizzarlo.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • attenersi ai passaggi indicati ed utilizzare l'occorrente richiesto.

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