Come Conservare Le Esche Vive

Tramite: O2O 10/01/2015
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il buon pescatore sa che l'esca è un fattore decisivo perché l'attività dia un esito positivo: è infatti l'oggetto che deve attirare, il pesce, garantirne la cattura e selezionarne la specie. In commercio esiste una grandissima varietà di esche per la pesca in mare, che si distinguono principalmente in esche vive e conservate (congelate, per esempio). Qui di seguito ci si occuperà della prima tipologia: procurarsi esche vive può essere molto economico, se si ha l'occasione di raccoglierle direttamente "in natura", oppure molto costoso, per altri tipi che si acquistano, e in questo caso a maggior ragione occorre sapere come conservare le esche, così da poterle sfruttare per più di una battuta di pesca.

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Con il termine "pesca col vivo", ci si riferisce ovviamente alla tecnica in cui si impiegano come esche animali come pesciolini, granchietti o gamberetti, utilizzati ed inseriti nel gancio dell'esca ancora vivi e in movimento, per attrarre i pesci predatori. Le specie appena citate vengono solitamente impiegate come esche nel giorno stesso in cui vengono catturate, perché difficilmente resistono allo stress di uno spostamento ed è altamente probabile che muoiano nel giro di poche ore; l'unico tentativo di conservazione che si può attuare è un ricambio continuo di acqua di mare, ma in genere non è conveniente.

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Sono le esche costose, invece, quelle che vale la pena conservare, anche per diversi giorni: si parla delle esche vermiformi. Ne esistono moltissime specie, ciascuna con un particolare metodo di mantenimento e un diverso impiego: tutte comunque devono mantenere una certa vitalità, altrimenti i pesci non verranno attirati.

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Per esempio, i classici bigattini (le comuni larve delle mosche) una volta riportati a casa da una battuta di pesca vanno riposti in un contenitore di plastica ben sigillato, in cui vanno praticati dei piccoli fori per permettere loro larve di respirare; poi la scatola va mantenuta ad una temperatura compresa tra i 6 e i 12 C°, aggiungendo nel recipiente di tanto in tanto una manciata di farina di mais. Questo tipo di conservazione è molto lunga: almeno 8 giorni.

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L' arenicola, o esca rossa per il suo colorito, è tra i vermi più utilizzati, ma anche fra i più delicati: una volta portato a casa va mantenuto in un contenitore con sabbia e acqua di mare, assicurandosi che l'acqua raggiunga almeno la metà del livello della sabbia. Una volta al giorno bisogna ricambiare l'acqua, e lasciare la scatola a riposo in frigorifero o in un altro luogo fresco in cui vi siano circa 8-12 C°; questi vermi si mantengono vivi così per 5-6 giorni.

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Terzo ed ultimo esempio, la coreana: è un verme molto resistente e molto vitale, che si può conservare per una decina di giorni a 12 -16 C°, con una scatola contenente delle particolari palline imbevute di sostanze necessarie alla sua sopravvivenza. Insomma, ci sono esche per tutte le esigenze: prima di partire per la battuta, basterà informarsi bene e scegliere in base al pesce che si vuole catturare e all'eventuale riuso che si desidera fare delle esche. Non resta che augurarvi... Buona pesca!

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