Arti marziali: le tecniche

Tramite: O2O 22/05/2015
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Introduzione

Le Arti Marziali sono il connubio tra passato e modernità. Nate principalmente in Oriente, il fulcro su cui si basano tutte le discipline marziali, è quello del combattimento; nonostante esso, a secondo del luogo, del periodo storico e dello stile praticato, assume sfaccettature filosofiche, meditative, culturali e perfino religiose, e si allontana dal solo scopo fisico della lotta. Al giorno d'oggi, le arti marziali, vengono praticate a fini sportivi (alcune discipline si trovano addirittura tra gli sport olimpici) per autodifesa, per il benessere fisico e in alcuni casi pure a scopi militari. Il mondo delle arti marziali, possiede svariati stili e tecniche di combattimento, ma le discipline più famose (o per lo meno quelle di cui parleremo in questo articolo!!) sono: Karatè, Judo, Ju Jitsu, il moderno Krav Maga ed il Tae Kwon Do.

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Il Karate, che tradotto vuol dire "Mano vuota", nasce e si sviluppa nel lontano 1800, in Giappone, figlio della fusione di antiche tecniche da combattimento che non prevedevano l'uso delle armi (da qui, appunto, il suo nome). Il Karate, col tempo, assume ed armonizza all'interno della propria pratica, lo scopo difensivo con l'autodisciplina e l'equilibrio interiore. Un praticante di Karate (chiamato Karateka) indossa un uniforme (simile in molte arti marziali orientali) chiamata "Gi", ed è composta da una casacca, pantaloni e cintura. Il colore della cintura simboleggia l'esperienza ed il grado acquisito dal karateka. I colori vanno dal bianco (livello di base) al nero (indice dei livelli più alti), passando per il giallo, l'arancio, il verde il blu e il marrone. Nei combattimenti di Karate sono contemplati pugni, calci, ginocchiate e colpi a mano aperta sferrati nei punti chiave del corpo dell'avversario, e sono volti a infliggere un danno immediato che lo atterri col mino sforzo..

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L'arte del Judo, e viene fondata nel 1882e come il Karate, nasce e si sviluppa in Giappone. Il termine "Judo" significa "via della cedevolezza", e mira a fornire al praticante (chiamato judoka), oltre alle tecniche di combattimento e difesa, una linea filosofica basata su educazione, coraggio, rispetto, onore, modestia, e autocontrollo. Nel judo è fondamentale riuscire ad evolvere la potenza degli attacchi dell'avversario a proprio vantaggio: si parla infatti di "proiezioni", cioè insiemi di tecniche con lo scopo di atterrare l'avversario che attacca semplicemente sbilanciandolo.

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Il Ju Jitsu anch'esso Giapponese, sorge all'incirca nel 1500. Una leggenda lo fa risalire all'osservazione da parte di un medico verso i rami del salice, che con la loro flessibilità, non si spezzavano sotto il peso della neve come invece succedeva ai rami robusti. Il ju jitsu ha una composizione d'abito e cinture molto simile a quello del karate. Nel ju jitsu il combattimento si compone in tre fasi. Nella prima ci si affronta a distanza usando calci e pugni, affinché non si riesce ad afferrare e sfruttare una presa e a compiere una proiezione per atterrare l'avversario: dalla presa alla proiezione si tratta di fase due. La terza fase consiste nel forzare l'avversario verso il suolo e costringerlo alla resa con delle prese molto particolari (leve sugli arti o soffocamenti).

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Il krav maga rispetto alle altre discipline può essere considerata "giovane" (la sua nascita risale circa a sessant'anni fa) e si è sviluppata nel Vicino Oriente. Le attuali tecniche di combattimento sono state messe a punto dal popolo ebraico di Israele per il combattimento corpo a corpo. Il termine "Krav maga" infatti significa "combattimento ravvicinato". Si tratta di un sistema di tecniche sviluppato ad hoc per i militari delle forze speciali israeliane. Ha un sistema di cinture del tutto simile a quello del karate, ma a differenza delle arti marziali dell'estremo oriente, ha fini puramente offensivi, e non mira a interagire con l'avversario per sfruttarne la forza o per proiettarne le mosse: qui l'intento annientare l'avversario il prima possibile e più efficacemente possibile. I colpi hanno come obiettivi le parti più cruciali e facilmente danneggiabili del corpo umano (come gli occhi, la gola o i genitali), pertanto non può essere praticato come sport, ma bensì solo come mezzo di autodifesa.

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Il Tae kwon do, ovvero "l'arte di colpire con i pugni e con i calci" è un'arte marziale sviluppatasi in Corea all'incirca sessant'anni fa. Anche nel taekwondo esiste un sistema di cinture colorate (bianca, gialla, verde blu, rossa, nera) in cui ogni cintura ha un significato simbolico, e si basa sui cinque principi di cortesia, integrità, perseveranza, autocontrollo e spirito indomito. Le svariate scuole di taekwondo contemplano i colpi sferrati con calci, pugni, a mano aperta, e alcune includono addirittura le leve e proiezioni. Risulta uno sport molto spettacolare da vedere data la presenza di calci acrobatici ed è oggi anche una disciplina olimpica.

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