Come tuffarsi senza paura

di Domenica Magno tramite: O2O difficoltà: facile

Quante volte in piscina o al mare, vedere delle persone che si tuffano, anche da altezze da capogiro, con disinvoltura, stile impeccabile, e vorreste fare lo stesso anche voi. Siete magari dei nuotatori provetti ma tuffarsi senza paura è la vostra croce. Qui di seguito sarete guidati al corretto approccio sia mentale che fisico da avere e ad un minimo di tecnica grezza da acquisire per effettuare un tuffo senza paura anche da altezze superiori a quelle cui siete già abituati. Naturalmente per sapere come imparare dobbiamo essere seguiti da qualcuno e non azzardare tuffi da scogliere, rocce, zone pericolose.

1 Innanzitutto c'è da dire che l'applicazione e l'ambizione è tutto per effettuare un tuffo decente e poi chissà un giorno, magari, sarete a bordo piscina con i vostri idoli Michael Phelps o Tania Cagnotto per gareggiare con loro. Quindi prerogative essenziali sono la voglia, la motivazione e soprattutto tempo con l'annessa pazienza di provare e riprovare. La paura del tuffarsi viene meno se si hanno tutte queste prerogative. Non tuffarsi mai se non si ha una forma sia fisica che mentale ottimale, perché è un gesto atletico che richiede molte energie, in gran parte nervose. Per cominciare, tuffarsi con qualcuno di cui ci si fida è sicuramente un'ottima idea, lo facciamo stare in acqua a spronarci e sapremo che una volta in acqua non si è mai soli.

2 Lo sbilanciamento: con le braccia in avanti e le ginocchia leggermente flesse continuare a respirare, cercando di svuotare la mente dalle preoccupazioni del tuffo, ripetendosi magari dentro di se che "l'acqua è amica mia", "noi siamo fatti per la maggior parte di acqua", "non c'è nulla di cui avere paura, l'acqua non fa male". Superate le fisime mentali (perché di questo stiamo parlando), provando e riprovando, dobbiamo cominciare a lasciarci andare. Sbilanciandosi in avanti dobbiamo stare attenti fin da subito a non lasciarci andare come un sacco di patate essendo padroni di se stessi, dei propri movimenti.

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3 La spinta: nel momento in cui si è in equilibrio precario non c'è da far altro che spingere il più possibile con i muscoli delle gambe facendo leva sulla superficie e "stenderci" a più non posso.  Più le gambe e le braccia saranno stesi, più il tuffo sarà perfetto e più andrà via la paura di buttarci in acqua.  Approfondimento Tecniche di allenamento al trampolino per i tuffi (clicca qui) L'ingresso in acqua: viene da se...  Mano a mano che miglioriamo, riusciremo a fare una parabola sempre più buona per entrare in acqua più lontani dal punto di partenza.  Mi raccomando mantenere sempre braccia e gambe dritte, distese in maniera che manteniate la posizione corretta.

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